Bento Bento

Riso, pesce o carne, verdure e sottaceti serviti in un vassoio dal design elegante per un pasto equilibrato.

Orterie

Orterie

Via Giambonelli, 23030 Villa Di Tirano SO, Italy, VILLA DI TIRANO

Kebab • Sushi • Caffè • Asiatico


"Dònguri in giapponese significa ghianda, simbolo di amore eterno e ospitalità. Ripensando a ciò, direi che non è un caso che sia il logo di Orterie. Orterie racconta un viaggio e un'idea di cucina, di famiglia e dedizione. Sembra davvero di entrare nella casa di Rie e Francesco (chef e responsabile di sala, rispettivamente), un ingresso che ti conduce nel cuore del Giappone o magari in Friuli (ho perso il conto delle bottiglie di Gravner, poi ho scoperto che in cantina si possono trovare fino a quelle degli anni '80!) e in molti altri angoli del mondo, come dimostra anche la carta dei vini. Sorge spontanea la domanda: che ci fa un chef giapponese che ha percorso le cucine di Australia, Canada, Italia e India, affiancando chef come Cannavacciuolo e Leemann; beh, cosa fa a Villa di Tirano, o meglio, a Stazzona (il borgo conta 611 abitanti)? Lo scopriremo presto. Seduti nella sala, autentica ed essenziale, insieme agli altri ospiti, la scelta del menù è semplice: quanto amo la possibilità di NON dover scegliere: il menù è lo stesso per tutti. Orterie è stata una piacevole scoperta invernale in cui le verdure di stagione sono le protagoniste di ogni piatto, essenzialmente a km 0. La cucina superlativa della chef Rie consente di assaporarle come non avresti mai pensato, trovando equilibrio e raffinatezza, ma anche gioia e semplicità. Un piccolo volo verso il Giappone, senza dimenticare di essere cittadini del mondo. E così accade che il Gozen (in giapponese il cibo del re, servito su un vassoio gastronomico tipico) offre la migliore barbabietola croccante con salsa barbecue che abbia mai mangiato nella mia vita, così come falafel perfetti in stile arabo, ma anche mela abbinata a formaggio vegano avvolta amorevolmente in una leggera pastella. Ci imbattiamo in zuppe vellutate che ricordano il prunus mume in fiore, senza limitarsi alla bellezza, persistono nel gusto e sono presenti in ogni cucchiaiata in cui riecheggiano le note di barbabietola, cipolla, carote, riso soffiato e salvia. Orterie è la fusione delle esperienze professionali e personali della chef, della conoscenza e consapevolezza del territorio che emergono nell’Agedashi Tofu con fonduta di mascarpone: incredibile. Orterie è casa, ospitalità, che tocca ogni aspetto della cena fino alla selezione delle grappe Capovilla (l’angolo del mio Veneto, come ti raccontavo), quella proposta è un viaggio enologico davvero interessante e la vasta scelta di caffè; è sperimentazione e creatività. E alla fine comprendiamo perché il menù non poteva essere proposto diversamente. Non possiamo scegliere individualmente perché il percorso è un viaggio nel mondo e nella natura, un viaggio che ha radici molto chiare e un filo conduttore: la felicità. È davvero un'esperienza molto riuscita nel portare culture così diverse in una zona difficile e talvolta scostante come quella della Valtellina. Torneremo a provarlo in altre stagioni, di sicuro. E lo raccomandiamo anche a voi. Parcheggio: Il parcheggio si trova di fronte al ristorante, ma anche dietro, accessibile tramite una discesa a sinistra dopo il ristorante. In alternativa lungo la strada sottostante. Adatto ai bambini: Erano presenti bambini e adolescenti, molto educati."

Wicky's Innovative Japanese Cuisine

Wicky's Innovative Japanese Cuisine

Corso Italia, 6, Milan, Italy, Mailand

Sushi • Asiatico • Da Asporto • Giappoense


"Non credo di essere mai stato così deluso da un'esperienza di alta cucina. **AMBIENTE:** Il ristorante ricorda un classico ristorante giapponese, con un'illuminazione curata ma ancora scura, composto da due sale che differiscono nel fatto che solo la seconda ha una cucina a vista per ammirare i cuochi. I tavoli, senza tovaglie, non mi fanno sentire di essere in un ristorante di alta cucina anziché a una cena all-you-can-eat e, molto seriamente, la grande parete della prima sala (quella di fronte al bar) era coperta di una coltre unica di polvere. **SERVIZIO:** Il servizio è un altro dei punti dolenti dell'intera esperienza: c'era letteralmente fretta di farci terminare la cena il prima possibile; ci hanno tolto il piatto e il successivo è apparso magicamente. Siamo stati accolti e abbiamo notato che non solo non ci hanno chiesto se volevamo mettere i nostri cappotti in guardaroba, ma eravamo gli unici ad averli dietro le sedie, così abbiamo quindi chiesto gentilmente di poterli mettere lì. La lista dei vini presenta proposte con un valore economico significativo, ma sembra che non ci sia nessuno presente in grado di accompagnare il cliente nella scelta. Vuoi un vino? Quale vuoi? Tutto come se ordinare un vino da 50 euro o da 300 euro non facesse la differenza per loro o che fosse relativo a seconda di ciò che avremmo mangiato. Per concludere in bellezza, al momento del dessert, mentre ce lo servivano, ci chiedevano se potevano già portarci il caffè, come per dire "Ehi, se ti sbrighi, possiamo chiudere presto stasera" (erano le 22:00, non mezzanotte). **CIBO:** Abbiamo scelto il menu Omakase Momiji a base di pesce: 120€ La grande delusione finale: penso che il concetto di Cucina Giapponese Innovativa potesse essere valido 10 anni fa all'apertura. Carpaccio 5 Continenti: non dubito della qualità del pesce (salmone, tonno, ricciola), che però era impossibile percepire a causa della salsa predominante che rendeva ogni morso identico. Ricciola alla Pecorino: probabilmente il migliore piatto, curioso, carpaccio di ricciola con aggiunta di pecorino, una bella combinazione. Uovo: un uovo cotto a bassa temperatura (sul sito lo chiamano uovo alla coque, ma non lo è), con un sapore piuttosto insipido. Carpaccio di tonno: buono. Sushi Kan: una selezione di nigiri, che non presentava nulla di innovativo nel gusto, ma si poteva percepire la qualità della materia prima... a meno ovviamente di quelli su cui era stata già messa la salsa del trio di carpaccio che in questo caso copriva tutto. Quello con il gambero è il migliore. Branzino: molto delicato, ma vivacizzato dalla salsa posta sul fondo del piatto. Aggiunta di 2 wafer di zucchina sopra che sicuramente non hanno aggiunto sapore al piatto. Salmone Teriyaki: qui penso sia stato il momento più sfortunato per il palato... un salmone totalmente coperto dal sapore del teriyaki. Servito con 3 verdure al vapore contate. Mousse al cioccolato: la definirei un classico, con lamponi. Buona. **BEVANDE:** Una bottiglia di Pouilly Fumé: 65€. Non mi è piaciuto non avere un glacette da cui attingere, ma dover sempre aspettare che il cameriere si accorgesse che il bicchiere era vuoto e andare al bancone a prendere la nostra bottiglia dalla glacette che conteneva anche le bottiglie di altri clienti. **CONTO:** Totale 305€ **CONCLUSIONE:** Ho mangiato male? No. Il voto complessivo lo conferma. Ma obiettivamente, se parliamo di alta cucina e dei costi che ne derivano, deve esserci coerenza tra ciò che viene offerto in termini di esperienza generale e quanto si è chiamati a pagare. La cena mi è stata anche offerta, quindi non la considero un problema di quanto ho speso, ma davvero di ciò che ho ricevuto in relazione al valore del conto. È proprio uno di quei casi in cui comprendere il ristoratore per il costo delle materie prime, affitto, gestione non è possibile, perché c’è una sproporzione terribile tra l’esperienza complessiva e il conto della cena."